Il cuore di Modena è con i feriti dello schianto di ieri pomeriggio. Grazie al coraggio di quattro uomini che hanno rischiato la vita, è stato catturato e arrestato l’autore del gesto. La Conferenza delle Donne democratiche condanna l’episodio, mettendo in guardia contro le strumentalizzazioni.
Photo: @Ansa
Modena, sabato 16 maggio pomeriggio, ore 16.30: Salim El Koudri piomba a velocità altissima sulla via Emilia, falciando 8 persone, per poi schiantarsi contro il muro di una frutteria. Dopo l’impatto, l’uomo tenta di scappare, ma viene raggiunto da quattro persone, che lo bloccano nonostante El Koudri cerchi di difendersi a coltellate, ferendo un uomo. Delle persone coinvolte nello schianto, due hanno subito l’amputazione degli arti inferiori, e uno versa è in gravi condizioni. Tutti sono stati comunque ricoverati negli ospedali di Modena e di Bologna.
Modena è attonita. La città della Ghirlandina è stata colpita al cuore: mai si era visto qualcosa di simile in Italia, e la memoria riporta a Nizza, a Berlino, a Magdeburgo. Però qui le motivazioni sono diverse: El Koudri è stato accusato di strage e lesioni aggravate, non di terrorismo. Inoltre, comunica la prefettura, dal 2022 era sotto osservazione per disturbi schizoidi.
Alla luce di questo, suscitano perplessità le dichiarazioni di Salvini su X, che puntano il dito sulla nazionalità – per altro El Koudri è italiano di seconda generazione : “Salim El Koudri. Questo il nome del criminale ‘di seconda generazione’ che oggi ha falciato dei passanti innocenti. Non ci può essere nessuna giustificazione per un delitto così infame. Una cosa è certa in troppe città italiane l’integrazione delle cosiddette seconde generazioni è fallita. Altro che ius soli o cittadinanze facili, bisogna proseguire con ancora più determinazione sulla strada di permessi di soggiorno a punti, revocabili in caso di reati gravi. Certe persone non sono assolutamente integrabili, inutile che per motivi ideologici qualcuno neghi la drammatica evidenza“. A lui fa eco il vannacciano Edoardo Ziello: “Servono misure straordinarie. Perché la guerra ormai ce l’abbiamo in casa. Altro che Ucraina!“.
Nettamente opposta invece la reazione della Conferenza delle Donne Democratiche, che a differenza del leader della Lega e di Ziello, vive e opera sul territorio. “I fatti accaduti ieri pomeriggio a Modena sono terribili e ci lasciano profondamente colpite. Come Conferenza delle Donne Democratiche esprimiamo la nostra totale e affettuosa vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie, a cui va il nostro primo e più importante pensiero” – dichiara Patrizia Belloi, portavoce della Conferenza.
“In questo momento di dolore e sconcerto, la priorità assoluta è rimanere coesi come collettività. Dobbiamo prendere esempio dal coraggio straordinario di quei ragazzi che ieri, con puro spirito eroico, sono intervenuti per catturare e disarmare l’uomo di trent’anni che ha compiuto questo gravissimo atto. La loro unione e il loro senso di comunità sono la risposta più bella a tanta violenza.
Allo stesso tempo, però, rivolgiamo un appello fermo alla responsabilità: è fondamentale non stigmatizzare l’intera comunità nordafricana per il solo fatto che l’autore di questo gesto, un ragazzo con evidenti problemi psichici, sia di origine nordafricana. Attenzione a non alimentare un pericoloso conflitto sociale. Siamo in una fase delicata in cui dobbiamo stringerci gli uni agli altri, riscoprendo una profonda solidarietà. Puntare il dito contro persone innocenti e incolpevoli, la cui unica “colpa” è quella di appartenere a un altro Stato o a un altro Continente, è un errore che non possiamo permetterci. Gesti di disperazione e follia come questo rischiano di essere replicati se non si interviene sulle cause profonde, e alimentare l’odio non fa che peggiorare la situazione.
Questo dramma ci impone invece una riflessione seria su un altro tema cruciale: il supporto alla salute mentale. Dobbiamo stare vicini alle donne e agli uomini che soffrono di patologie psichiche; queste persone non possono e non devono essere abbandonate dal sistema sanitario e sociale solo perché mancano i fondi. È necessario seguire questi pazienti in modo massiccio e continuo, investendo risorse per garantire loro percorsi di cura e riabilitazione che permettano di vivere una vita dignitosa. Solo così si può fare vera prevenzione e sicurezza, evitando che si ripetano tragedie simili che spezzano la vita e la serenità di cittadini inermi, come purtroppo è accaduto ieri alle vittime di questa aggressione”.
Si attendono gli esiti dell’indagine per far piena luce su quanto accaduto. Il presidente della Repubblica Matterella e la presidente del Consiglio Meloni sono attesi nelle prossime ore per una visita istituzionale nella città.
Copyright@2026thewomensentinel.eu – diritti riservati – riproduzione vietata
